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Ultimo aggiornamento: 29/10/10
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statistiche dal 23/10/05

Documentazione Medica

CLASSIFICAZIONE DELLE DEMENZE

Demenze primitive

Demenze secondarie

Demenze reversibili

 

DECORSO DELLA MALATTIA

Fase iniziale

Fase intermedia

Fase terminale



DEFINIZIONE DI DEMENZA
(de – mens= fuori di mente)

E’ una sindrome caratterizzata dalla presenza di un deficit della memoria,
associato a disturbi di altre aree cognitive, che causa una significativa riduzione
delle capacità di svolgere le comuni attività di vita quotidiana. (DSM – IV).


DEMENZE PROGRESSIVE

  1. Demenze primitive (degenerative)
  • senza segni motori preminenti

    -          M. di Alzheimer

    -          Demenza fronto-temporale inclusa la demenza di Pick

Questo gruppo di demenze è caratterizzato dalla preminenza dei sintomi comportamentali, dei disturbi del linguaggio e dei disturbi affettivi a fronte di una relativa conservazione della memoria recente.

-          Demenza di Creutzfeldt – Jakob e altre malattie da prioni

Rischio di trasmissione in seguito ad esposizione a tessuti contaminati.

  • Con segni motori preminenti

-    Demenza con corpi di Lewy

Si può accompagnare sin dalle fasi iniziali a segni parkinsoniani.

-          M. di Parkinson

La demenza complica frequentemente il quadro della m. di Parkinson nelle fasi avanzate

-          Paralisi sopranucleare progressiva

La demenza complica nel 70-80% questa sindrome prevalentemente extrapiramidale in cui sono sin dall’inizio preminenti deficit dei movimenti coniugati oculari.

-          Degenerazione cortico – basale

Demenza con Parkinsonismo in cui è più evidente l’aprassia

-          M. di Huntington

Malattia ereditaria a carattere autosomico - dominante. Clinicamente sono evidenti i movimenti involontari (corea) e i sintomi psichiatrici. La demenza compare tardivamente

  1. Demenze Secondarie
  • Demenze vascolari

-          D. multinfartuale risultante di infarti multipli e completi, generalmente nel territorio di distribuzione, corticale o sottocorticale, dei grossi vasi

-          D. da singoli infarti strategici in aree cerebrali funzionalmente importanti per le prestazioni cognitive

-          D. da coinvolgimento dei piccoli vasi: esito di lesioni ischemiche diffuse a carico dei vasi di piccolo calibro che irrorano la corteccia e le aree sottocorticali

-          M. di Binswanger

-          D. da ipoperfusione da danno ipossico acuto (arresto cardiaco, grave insufficienza cardiaca, shock, etc.)

-          D. da lesione emorragica: sequela di lesioni emorragiche

  • Demenze postraumatiche

-          D. dei pugili

-          D. da traumi cranici

  • D. secondarie a infezioni (queste demenze sono potenzialmente tutte trattabili)

-          AIDS.

-          Encefaliti erpetiche, micotiche, batteriche

-          Ascessi cerebrali

-     Lue (paralisi progressiva)

  1. Demenze Reversibili
  • Idrocefalo normoteso (idrocefalo comunicante degli adulti)
  • Lesioni occupanti spazio

- Ematoma subdurale cronico o acuto

- Tumori cerebrali primitivi o metastatici

  • Patologie autoimmuni (LES, Vasculiti)
  • Demenze su base tossica

-          D. alcoolica

-          D. da metalli pesanti

-          D. da sostanze organiche (solventi, insetticidi)

-          D. da farmaci (sedativi, ausiolitici, anticolinergici, ipnotici, etc)

  • Demenze da disordini nutrizionali

- D. da deficit di Vit. B1 (pellagra)

- D. da deficit di Vit. B12

- D. da deficit di folati

  • Demenze da patologie metaboliche (es. iper-ipotiroidismo)

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FASI DELLA MALATTIA

1. Fase iniziale

La fase iniziale della malattia è spesso sottovalutata e diagnosticata non correttamente da operatori sanitari, parenti e amici come espressione della “vecchiaia” o come normale componente del processo di invecchiamento. E’ molto difficile identificare l’esatto momento dell’inizio della malattia, poiché questo è graduale. La persona può mostrare:

  • difficoltà del linguaggio;
  • perdite significative della memoria (soprattutto quella recente);
  • disorientamento temporale;
  • non riconoscimento di luoghi familiari;
  • difficoltà di prendere decisioni;
  • perdita di iniziativa e motivazione;
  • segni e sintomi di depressione e aggressività;
  • perdita di interesse versi i propri hobby e le proprie attività.

2. Fase intermedia

Con il progredire della malattia, i problemi diventano più evidenti e stringenti. Il malato di Alzheimer presenta difficoltà nella vita quotidiana e:

  • può dimenticare molto facilmente in particolare eventi recenti e nomi di persone;
  • non è più in grado di vivere da solo senza difficoltà;
  • è incapace di cucinare, pulire e fare acquisti;
  • può divenire estremamente dipendente;
  • necessita di assistenza per l’igiene personale, per lavarsi e per vestirsi;
  • sviluppa ulteriori difficoltà di linguaggio;
  • mostra la tendenza a smarrirsi ed esibisce altri disturbi del comportamento;
  • si perde sia in famiglia sia in comunità;
  • può presentare allucinazioni.

3. Fase terminale

Questa fase è caratterizzata da una totale dipendenza del malato e dalla sua inattività. Il disturbo della memoria è molto grave e le componenti fisiche del disturbo divengono più evidenti. La persona può:

  • avere difficoltà ad alimentarsi;
  • non riconoscere parenti, amici, ed oggetti noti;
  • avere difficoltà a capire o interpretare gli eventi;
  • essere capace di riconoscere anche i percorsi interni alla propria abitazione;
  • avere difficoltà a camminare;
  • diventare incontinente per feci ed urine;
  • mostrare dei comportamenti inappropriati in pubblico;
  • essere confinato ad una sedia a rotelle o a un letto.